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Trieste

Risiera di San Sabba

Un luogo dove commemorare quello che fu, per non dimenticare mai

Nel rione di San Saba (da cui, nell’uso, San Sabba), nella periferia di Trieste, a partire dagli ultimi anni dell’Ottocento venne costruito un grande complesso per essiccare e custodire il riso.

In realtà l’insieme degli edifici divenne tristemente famoso durante la seconda guerra mondiale, rappresentando un terribile lager nazista, unico esempio di campo di concentramento in Italia.

La sua storia

A partire dalla firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943, supervisionata dall’ufficiale (triestino) Odilo Globočnik, la Risiera di San Sabba divenne il punto di riferimento per la prigionia provvisoria dei soldati italiani catturati.

Tuttavia ben presto si iniziò ad uccidere in loco i detenuti più pericolosi, ragione per la quale si trasformò l’antico essiccatoio, deputato al riso, in vero e proprio forno crematorio.

Nella ritirata nazista del ’45 il forno crematorio e la ciminiera vennero naturalmente abbattuti con esplosivo, onde evitare di lasciare tracce degli atroci crimini, ma la Risiera di San Sabba resta una preziosissima testimonianza utile a conservare la Memoria. Per queste ragioni dal 1975 è un Museo Civico in cui tra le altre cose si possono visitare:


• Cella della morte dove venivano rinchiusi i detenuti più pericolosi, da uccidere entro poche ore
• Celle le altre celle destinate a chi sarebbe stato deportato nei giorni successivi
• Sala delle Croci si trovano oggetti personali razziati dai nazisti agli ebrei triestini
• Impronta del forno crematorio
• Sala delle commemorazioni

Dove si trova

La Risiera di San Sabba si trova in Via Giovanni Palatucci, 5 a circa 15 minuti in auto dall’Hotel Miramare 4 stelle. L’ingresso è gratuito.

 

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